storia

Il nome delle gravine deriva del tedesco graben, significante roccia, con cui i Longobardi, attorno al 900, nominarono Gravina; sono spaccature della crosta terrestre simili a canyon, con dei profondi fossati che terminano nel torrente.
La citta posta nel felice corridoio che collega il tirreno con l’Adriatico e al centro di importanti centri urbani, ricevette l’immigrazione e l’influsso dei Greci e Romani. La cultura greca si evidenzia nel VI sec. a.C. Dal IV sec. i Sanniti dominarono la citta, ma nel 350 a.C. Gravina divenne Romana. Con i Romani acquisi maggiore importanza; nuove e piu   efficienti vie di comunicazione furono realizzate. La costruzione della Via Appia fece di Gravina un importante centro di scambi e di incontri.
La popolazione primitiva costituisce il suo habitat all’interno delle grotte  e comincia a scrivere qui la sua storia. Le grotte, che si affacciano sul burrone, risalgono all’era quaternaria e neolitica (5000 a. C.). L’uomo primitivo abitò le caverne scavate nel tufo granulare e usò il territorio circostante. Il nome antico della citta di Gravina era Silvium, stazione militare sulla via Appia nell’itinerario di Antonino. La citta scoperta sulla collina di Botromagno prese il nome di Sidion, nome peucezio latinizzato dai Romani in Silvium per un fenomeno fonetico non infrequente
Nel 305 a.C. fu conquistata dai Romani ed inclusa nel tragitto della via Appia con il nome di Silvium. Divenuta municipiumcome molte altre località della regione dopo le guerre civili (90 a.C.), Gravina conobbe un periodo di ricchezza e sviluppo economico in epoca imperiale.

La fine dell’impero portò la distruzione dei Vandali comandati da Genserico nel 456, mentre gli abitanti si rifugiarono per secoli nelle grotte naturali del luogo dando avvio alla cosiddetta civiltà rupestre.
Dopo la guerra greco-gotica (535-553) combattuta e vinta dai Bizantini contro gli Ostrogoti Gravina entra e resta per secoli nei domini dell’Impero Romano d’Oriente di Costantinopoli subendo tuttavia le incursioni e il saccheggio ad opera dei Saraceni (999).

L’arrivo dei Normanni (1069) in città coincise con la rinascita culturale ed economica che si manifestò con la costruzione della nuova Cattedrale in stile romanico e del Palazzo Vescovile (XI sec.).
Con il successivo avvento degli Svevi (1194) Gravina acquisì maggiore importanza sul territorio divenendo sede della Curia Generale per le Puglie e la Basilicata. Federico II volle inoltre che fosse avviata la costruzione di un castello di cui oggi rimangono alcuni resti.

La rovina degli Svevi avvenuta per mano degli Angioini (1266) chiamati dal Papa in Italia, fece diventare Gravina una città demaniale e feudale successivamente affidata agli Orsini i quali al ressero ininterrottamente dal 1380 al 1816.
Dal XIX secolo Gravina aderì al processo risorgimentale cha attraverso i moti carbonari del 1820 e le insurrezione del 1848 portò alla formazione di un’idea di stato nazionale. Nel 1861 la città passò al Regno d’Italia come tutte le Puglie.

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